Un nuovo tassello verso il pieno riconoscimento dell'abilitazione all'estero

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Un nuovo tassello verso il pieno riconoscimento dell'abilitazione all'estero

Nei giorni scorsi un’altra sentenza del Tar Lazio ha posto l’ennesima pietra miliare sulla vie del pieno riconoscimento delle abilitazioni all’estero. Il tribunale ha accolto il ricorso a favore di un docente abilitato in Romania con riferimento al percorso Nivel I° e II° .

Il Collegio nel caso di specie ed in sede di definizione breve del processo ha annullato per illegittimità:

1) il decreto individuale di rigetto, inviato al ricorrente per email con comunicazione n° 2225 del 3 febbraio 2021, ad oggetto la istanza presentata ai sensi dell’art.16 del D.lgs.n°206/2007, rispettivamente per le classi di concorso A001 ARTE E IMMAGINE SC. I GRADO; A060 – TECNOLOGIA SC. I GRADO; A008 – DISCIP GEOM, ARCH, ARRED, SCENOTEC A016 – DISEG ARTIST MODELLAZ ODONTOTEC A017 – DISEG STORIA ARTE ISTITUTI II GR A037 – COSTRUZ TECNOL E TECN RAPPR GRAFICA, a firma del Dott.Molitierno Giacomo dell’Ufficio VIII del MIUR nella parte in cui nel rinviare esplicitamente all’avviso n. 5636/2019 di rigetto del MIUR, comunica al ricorrente che” la richiesta avanzata dalla S.V. non può essere accolta per il seguente motivo: Difetto dei requisiti di legittimazione al riconoscimento dei titoli, ai sensi della Direttiva 2013/55/UE, per l’esercizio della professione docente, conseguiti in paese appartenente all’Unione Europea, Romania nel caso di specie”.

2) l’ avviso n. 5636/2019 del 2 aprile 2019 di rigetto del MIUR nella parte in cui illegittimamente ritiene che i titoli denominati “…Nivel I e Nivel II” conseguiti dai cittadini italiani in Romania non soddisfano i requisiti giuridici per il riconoscimento della qualifica professionale di docente ai sensi della Direttiva 2005/36/CE e successive modifiche ,e pertanto le istanze di riconoscimento presentate sulla base dei titoli sono da considerarsi rigettate”, in violazione di principi comunitari e giurisprudenziali espressi dalla Corte di Giustizia Europea.

Secondo il tribunalele norme della direttiva 2005/36/CE , relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, devono essere interpretate nel senso che impongono ad uno Stato membro di riconoscere in modo automatico i titoli di formazione previsti da tale direttiva e rilasciati in un altro Stato membro al termine di formazioni in parte concomitanti, a condizione che “la durata complessiva, il livello e la qualità delle formazioni a tempo parziale non siano inferiori a quelli delle formazioni continue a tempo pieno” (cfr. più di recente Corte giustizia UE , sez. III , 06/12/2018 , n. 675);

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EuroUniversity effettuerà con l’università uno studio di riconoscimento del percorso di studi dello studente, informandolo su quali e quante delle suddette materia dovrà sostenere per il conseguimento della laurea all’estero.
EuroUniversity garantirà il piano di studi erogato dall’università estera, con i medesimi contenuti, crediti e ore di tirocinio equiparate a quelle del percorso italiano. Questo tipo di scelta è dettata dal principio in base secondo il quale in sede di riconoscimento è necessario avere una formazione accademica quanto più simile a quella della nazione nella quale si chiede l’inserimento.

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