Specializzazione sostegno in Romania: il Consiglio di Stato reinserisce docenti in graduatoria

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Specializzazione sostegno in Romania: il Consiglio di Stato reinserisce docenti in graduatoria

Buone nuove per i docenti di sostegno specializzati all’estero: grazie ad un’ordinanza del Consiglio di Stato (CdS) vengono riconosciuti i titoli di specializzazione sul sostegno conseguiti in Romania.

La Sezione Sesta del CdS si è dunque pronunciata sul ricorso numero di registro generale 10014 del 2021, presentato da un docente che si era visto escludere dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Cagliari “dalla possibilità di essere inserito” negli elenchi aggiuntivi delle G.P.S. di prima fascia. Secondo l’amministrazione il titolo di specializzazione conseguito all’estero non risultava ancora riconosciuto in Italia.

L’esclusione era stata poi confermata dal Tar Sardegna, ma ora il Consiglio di Stato ha ribaltato tutto. L’art. 7 lettera c dell’Ordinamento Ministeriale n. 60/2020 prevede che “qualora il titolo di accesso sia stato conseguito all’estero, ma sia ancora sprovvisto del riconoscimento richiesto in Italia ai sensi della normativa vigente, occorre dichiarare di aver presentato la relativa domanda alla Direzione generale competente entro il termine per la presentazione dell’istanza di inserimento per poter essere iscritti con riserva di riconoscimento del titolo”. Il docente aveva presentato l’istanza di riconoscimento del titolo conseguito in Romania prima dell’inserimento nelle GPS, e questo è il motivo per cui il CdS ha ordinato il reinserimento del docente in graduatoria.

E non è un caso isolato: è la terza disposizione favorevole ai titoli di sostegno conseguiti in Romania, emessa da novembre ad oggi. Quella recente, infatti, fa seguito all’ordinanza del Consiglio di Stato del novembre 2021 e le successive ordinanze emesse dal Tar del Lazio lo scorso 15 gennaio.

Si tratta di una sentenza destinata a fare storia, dato che per la prima volta il riconoscimento del titolo conseguito in Romania avviene al primo grado di giudizio, mentre in precedenza si era dovuto attendere il giudizio del Consiglio di Stato.
Inoltre si tratta di una decisione che si appresta ad essere di riferimento per le prossime pronunce nel merito del riconoscimento dei titoli abilitanti conseguiti all’estero, aprendo di fatto le porte al riconoscimento del TFA rumeno “parificato” con quello italiano.

La giurisprudenza italiana è dunque sempre più favorevole al riconoscimento dei titoli di specializzazione conseguiti in tutti i Paesi dell’Unione Europea.

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