Con l’invecchiamento sempre più galoppante, aumenta la richiesta d’assistenza sanitaria. La media d’età in italia sale, quella italiana è la popolazione più vecchia al mondo: il 20% supera i 65 anni di età, l’ Istat calcola che nel 2050 l’8% degli italiani avrà più di 85 anni.Il nostro sistema sanitario non è pronto ad affrontare questi cambiamenti, non c’è abbastanza personale medico e paramedico. lo squilibrio maggiore è nel nord Italia dove 17 mila pensionamenti all’anno mandano ko  le nuove assunzioni solo 8 mila all’anno.

Molti a causa della “paralisi” delle assunzioni si spingono a cercare lavoro all’estero, l’Osce fa notare come la sanità italiana è in continuo sanguinamento di personale vista la cronica mancanza di fondi, quindi non può attrarre nemmeno professionisti stranieri.

In italia il rapporto infermieri/pazienti è 1 a 100, il 70% degli operatori sanitari lavora nel settore pubblico. Le università italiane non formano abbastanza infermieri. Secondo un’analisi Fnopi nel 2018 la carenza era in aumento infatti  risulta un dato drammatico perchè il 40% degli infermieri occupati nel Ssn svolge straordinario. Si tratta quindi su circa 270mila dipendenti di 108mila unità di personale   ammontava a circa 60 mila, per una mancanza di copertura dei posti di lavoro pari al 15%. Le univeristà nonostante abbiano inncrementato il numero dei corsi per le professioni paramendiche non hanno eliminato i preclusivi test d’ingresso e le domande di ammissione sono sempre di più dei posti disponibili, soprattutto al sud.

Questo allarme potrebbe essere arginato in parte con l’assunzione degli infermieri provenienti dall’estero o laureatisi all’estero. 

Nel 2018, la maggior parte del personale straniero autorizzato a venire in Italia è stato assunto con contratti dai 12 ai 24 mesi. Gli infermieri che arrivano in Italia hanno mediamente tra i 20 e i 39 anni e provengono generalmente da Romania (circa 60%), Polonia (25%), Perù, Albania, Serbia e India.

Alcune Regioni, come Emilia Romagna e Lombardia, hanno iniziato a richiamare personale italiano che studia o lavora dall’estero tramite  gli istituti di formazione. La Regione Veneto, per esempio, ha stipulato un accordo bilaterale con alcuni istituti di Bucarest e Pitesti e la Provincia di Parma con la Provincia di Cluj-Napoca.

Come abbiamo già detto la popolazione italiana è la più vecchia al mondo, quindi richiede sempre di più assitenza specializzata. La domanda di badanti e assistenti/operatori socio-sanitari eccede addirittura quella degli infermieri. Un campo mai saturo quello assistenziale in costante aumento e che porta alla nascita di nuovi lavori, come gli infermieri in house, che prestano servizio con partita iva e a casa dei pazienti, assistenza casalinga ormai essenziale per la società italiana.

La crisi di figure professionali è la sfida che l’italia  deve affrontare nei prossimi anni sia per la scarsità di infermieri e di personale paramedico in genere, sia per i corsi a numero chiuso, nonostante l’aumento dei posti, la domanda di personale è ancora molto elevata. Burocrazia, sistema universitario e un claudicante sistema sanitario rendono la situazione molto complessa, ma le risorse umane straniere e i laureati italiani all’estero possono contribuire a risolvere la questione.

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