I dati messi a disposizione ogni anno dalla Commissione Europea, vedono i dentisti italiani sul podio dei trasferimenti e riconoscimenti all’estero, in rapporto con le richieste di riconoscimento e trasferimento in Italia, 311 contro gli 80 stranieri. 417, invece i cittadini italiani che nel 2018 si sono visti riconosciuto il titolo di studio conseguito all’estero.

Nell’ultimo decennio (2008-2018), 1.326 i dentisti italiani hanno preso la decisione di esercitare oltre confine, oltre il 15% dei nuovi iscritti all’Albo. Un fenomeno in aumento negli ultimi 5 anni.

Dopo la laurea, per lo più conseguita all’estero, la Svizzera è meta preferita dei nostri dentisti, 900 negli ultimi 10 anni, certamente per questioni logistiche e di lingua. Questi dati vengono dalle denunce dei dentisti elvetici che non vedono di buon occhio i nostri frontalieri.

In ogni caso, le mete europee sono varie e con possibilità di guadagni molto più alti rispetto all’Italia, I numeri paese per paese, calcolando sempre i dati degli ultimi 10 anni, Inghilterra (389), Spagna (80), il Belgio (50), la Francia (45), la Svezia 35), Germania (30), Grecia (18), Norvegia (17), Olanda (17), Danimarca (15), Romania (9), Austria e Polonia (8), Repubblica Ceca (6), Bulgaria, Croazia, Ungheria, Portogallo, Slovacchia (6).

I professionisti italiani rispetto ai colleghi europei sono tra i primi posti per mobilità interna all’Unione, dietro alla Germania, Romania e Spagna, c’è da mettere in conto però che queste ultime due nazioni formano professionisti provenienti da tutta Europa e i dati forniti dalla commissione non tengono conto delle nazionalità degli studenti ma solo della formazione, infatti in Romania e Spagna i nostri studenti italiani sono quelli che ogni anno aumentano di numero.

I dati sulla mobilità rimangono comunque non chiari, in quanto non si riesce ad individuare con certezza la tipologia di professionista che decide di andare a lavorare all’estero, un dato certo è che sono i giovani più abituati a “girare” l’Europa per studio. Una conferma avuta anche da un sondaggio realizzato dal Servizio Studi ANDI, sulle aspirazioni lavorative dei futuri dentisti, dal quale emerge che l’82% degli intervistati dichiara l’intenzione (40,8%), oppure ha preso in considerazione (42,0%) l’ipotesi di andare a lavorare all’estero.

 

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