Abilitazione in Romania: il Tar annulla un rigetto del Miur e lo dichiara nulla

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Abilitazione in Romania: il Tar annulla un rigetto del Miur e lo dichiara nulla

Un’altra vittoria verso il riconoscimento dell’abilitazione in Romania. Con la sentenza n°12623 /2020 del 26 novembre 2020, la III° Sezione BIS del TAR Lazio , ha accolto il ricorso di un abilitato in Romania che aveva chiesto l’annullamento del decreto individuale di rigetto.

Il rigetto era arrivato dall’Ufficio VIII del MIUR. L’ufficio in questione “nel rinviare esplicitamente all’avviso n. 5636/2019 di rigetto del MIUR comunica ai ricorrenti che la richiesta avanzata dalla S.V. non può essere accolta per il seguente motivo: Difetto dei requisiti di legittimazione al riconoscimento dei titoli, ai sensi della Direttiva 2013/55/UE, per l’esercizio della professione docente, conseguiti in paese appartenente all’Unione Europea, Romania nel caso di specie”.

Annullato dal Tar anche quanto definito nell’ avviso n. 5636/2019 del 2 aprile 2019 di rigetto del MIUR “nella parte in cui illegittimamente ritiene che i titoli denominati “…Nivel I e Nivel II” conseguiti dai cittadini italiani in Romania non soddisfano i requisiti giuridici per il riconoscimento della qualifica professionale di docente ai sensi della Direttiva 2005/36/CE e successive modifiche ,e pertanto le istanze di riconoscimento presentate sulla base dei titoli sono da considerarsi rigettate” , in violazione di principi comunitari e giurisprudenziali espressi dalla Corte di Giustizia Europea ;

La sezione Terza Bis del TAR Lazio ha così motivato la sua scelta:

– non appare contestato che parte ricorrente è in possesso sia della laurea conseguita in Italia, sia del titolo conseguito in Romania;

– il richiesto riconoscimento dell’operatività di quest’ultimo in Italia viene negato dal Ministero sulla scorta della valutazione delle autorità rumene, le quali escludono il riconoscimento delle qualifiche professionali per coloro che non hanno conseguito il titolo di studio in Romania; intende uniformarsi al recente orientamento del Consiglio di Stato (sez.VI, n.1198/2020 e 2495/2020) il quale ha affermato che:

– invero, l’argomento posto a base del contestato diniego si pone in contrasto con i principi e le norme di origine sovranazionale, i quali impongono di riconoscere in modo automatico i titoli di formazione rilasciati in un altro Stato membro al termine di formazioni in parte concomitanti, a condizione che “la durata complessiva, il livello e la qualità delle formazioni a tempo parziale non siano inferiori a quelli delle formazioni continue a tempo pieno” (cfr. ad es. Cge n. 675 del 2018); pertanto, una volta acquisita la documentazione che attesta il possesso del certificato conseguito in Romania, non può negarsi il riconoscimento dell’operatività in Italia, altro paese Ue, per il mancato riconoscimento del titolo di studio – laurea – conseguito in Italia;

– l’eventuale errore delle autorità rumene sul punto non può costituire ragione e vincolo per la decisione amministrativa italiana; ciò, in particolare, nel caso di specie, laddove il titolo di studio reputato insufficiente dalle Autorità di altro Stato membro è la laurea conseguita presso una università italiana. Piuttosto, le Autorità nazionali sono chiamate a valutare la congruità delle formazioni conseguite all’estero, nei termini chiariti dalla giurisprudenza europea e sopra richiamati.

– in tale ottica, le norme della direttiva 2005/36/CE , relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, devono essere interpretate nel senso che impongono ad uno Stato membro di riconoscere in modo automatico i titoli di formazione previsti da tale direttiva e rilasciati in un altro Stato membro al termine di formazioni in parte concomitanti, a condizione che “la durata complessiva, il livello e la qualità delle formazioni a tempo parziale non siano inferiori a quelli delle formazioni continue a tempo pieno”.

Cosa ne possiamo dedurre? Semplice: il Miur sta iniziando a riconoscere il titolo abilitativo conseguito in Romania a chi ha ottenuto sentenze positive al Consiglio di Stato. Quello che noi di Eurouniversity proclamiamo da tempo.

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PIANO DI STUDI
EuroUniversity effettuerà con l’università uno studio di riconoscimento del percorso di studi dello studente, informandolo su quali e quante delle suddette materia dovrà sostenere per il conseguimento della laurea spagnola.
EuroUniversity garantirà il piano di studi erogato dall’università estera, con i medesimi contenuti, crediti e ore di tirocinio equiparate a quelle del percorso italiano. Questo tipo di scelta è dettata dal principio in base secondo il quale in sede di riconoscimento è necessario avere una formazione accademica quanto più simile a quella della nazione nella quale si chiede l’inserimento.

Perché aspettare dunque? L’appuntamento con il proprio futuro, è ora! Contattateci.

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